TAR Basilicata, Potenza, Sec. I, January 7, 2026, n. 2

Sull’applicazione dello jus superveniens nei procedimenti autorizzativi e sulla legittimità del diniego per sopravvenuta istituzione di zone SIC/ZPS.

Nella sentenza in commento il TAR Potenza ha rigettato il ricorso proposto da una società avverso il verbale della Conferenza di servizi, che si era espressa negativamente sulla richiesta della società volta ad ottenere l’autorizzazione ex art. 208 D.lgs. n. 152/2006, ai fini della realizzazione di un impianto di trattamento della frazione organica e secca dei rifiuti solidi urbani.

In particolare, l’impianto non poteva essere autorizzato in quanto nel corso del procedimento – che si era prolungato oltre il termine di legge – era stata istituita una Zona SIC/ZPS. Il TAR Potenza ha respinto il ricorso della società sull’assunto che “l’Amministrazione, quando adotta il provvedimento amministrativo, conclusivo del procedimento, deve applicare lo jus superveniens, entrato in vigore dopo l’inizio del procedimento amministrativo […] sicché la pubblica amministrazione deve considerare, ai fini dell’adozione del provvedimento conclusivo anche le modifiche normative e di fatto che siano intervenute durante il procedimento e non anche attestarsi su quelle esistenti al momento della presentazione dell’istanza”. Ad avviso del TAR Potenza, la circostanza che la P.A. abbia concluso con ritardo il procedimento non vale ad escludere l’applicazione di eventuali sopravvenienze normative. Il ritardo della P.A. nella conclusione del procedimento può rilevare solo ai fini risarcitori.

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