Consiglio di Stato, Sez. IV, 20 aprile 2026, n. 3066

Il CONOU, ente giuridico istituto dalla legge per la corretta gestione dei rifiuti di olii usati, ha legittimazione e interesse a ricorrere contro l’AIA rilasciata a una società terza per tutelare il corretto espletamento dei propri compiti istituzionali ai sensi dell’art. 236 del d.lgs. n. 152/2006.

Il Consorzio nazionale degli oli minerali usati (CONOU) ha impugnato l’autorizzazione unica ambientale rilasciata in favore di una società terza.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che, qualora l’ente prospetti l’illegittimità del processo autorizzatorio, trattandosi di ente giuridico istituto dalla legge per la corretta gestione degli olii usati (consorzio di EPR), “il quale fa valere un proprio interesse al corretto espletamento dei propri compiti istituzionali” (§ 6.1, cfr. art. 236 del d.lgs. n. 152/2006), esso abbia legittimazione a ricorrere, aggiungendo che è irrilevante l’eventuale conflittualità del consorzio con il soggetto beneficiario dell’atto, atteso che l’azione giudiziale è volta al perseguimento di un fine istituzionale dell’ente rispetto al quale tale contrasto “attiene al piano delle mere conseguenze fattuali e contingenti, non già al piano della astratta ammissibilità dell’azione dal punto di vista giuridico” (§ 6.2.2). Ha poi ritenuto sussistere l’interesse a ricorrere del CONOU per gli stessi fini poiché, a fronte dell’illegittimità dell’autorizzazione rilasciata a terzi, il consorzio sarebbe obbligato ad adempiere alle prescrizioni  di cui all’art. 236, comma 12, lett. l-bis (cedere gli oli usati rigenerabili raccolti alle imprese di rigenerazione in ragione, tra le altre cose, delle capacità produttive degli impianti previste dalle relative autorizzazioni) e lett. l-ter (corrispondere alle imprese di rigenerazione un corrispettivo) del d.lgs. n. 152/2006 (§§ 6.2 ss.), a nulla valendo che l’atto impugnato sia un rinnovo di precedente AIA regolarmente rilasciata e che non modifica il ciclo produttivo.

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