L’autorizzazione di una discarica è illegittima per violazione del principio di precauzione se omette l’approfondimento istruttorio sui rischi di contaminazione delle fonti idropotabili.
Nella pronuncia in commento il T.A.R. Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Palmi nei confronti della Regione Calabria e dell’Autorità Rifiuti e risorse idriche (ARRICAL), relativo al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) avente ad oggetto una nuova discarica pubblica. Il Comune ricorrente, in particolare, ha lamentato rischi ambientali e idrici, derivanti dalla possibile contaminazione di una sorgente, fonte idropotabile per circa 20.000 abitanti.
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando la violazione del principio di precauzione, nella parte in cui la Regione, disattendendo gli studi tecnici prodotti negli anni da CNR, ISPRA e ARPACAL, ha omesso di effettuare quella integrazione istruttoria ritenuta indispensabile in ossequio al principio di precauzione (id est, indagini e studi più approfonditi idonei ad escludere la possibilità che l’inquinamento delle falde più prossime ai siti possano determinare, anche indirettamente, la contaminazione della sorgente; previsione di misure idonee ad evitare la produzione dei danni temuti). Infine, è stato considerato elemento sintomatico della rilevata carenza istruttoria la circostanza che il provvedimento autorizzativo gravato non contenesse alcun riferimento ai predetti elaborati scientifici.
