Su coefficienti di efficienza dei fertilizzanti e obiettivi di riduzione dell’apporto azotato.
I contenuti della direttiva europea e le disposizioni del TUA evidenziano l’obiettivo di assicurare l’apporto alle colture dei vari tipi di concime nel rispetto e nei limiti degli obiettivi di carattere ambientale. In questo quadro vanno considerati i requisiti indicati già nella direttiva nitrati (n. 91/676/CE), che debbono ispirare i programmi d’azione, chiamati a tenere conto dei dati scientifici e tecnici disponibili, con riferimento principalmente agli apporti azotati rispettivamente di origine agricola o di altra origine, e poi ripresi nel TUA.
Ferma restando la necessità di non prescindere dai dati scientifici e tecnici disponibili, idonei a giustificare la scelta effettuata, non è dubitabile che all’obiettivo, in sé pienamente legittimo, di limitare e ottimizzare l’utilizzo dei fertilizzanti e, in tale ambito, dei correttivi del pH del terreno, sì da ridurre la dispersione nell’ambiente delle componenti azotate, corrisponde, nella scelta regionale, l’innalzamento del coefficiente di efficienza dei fertilizzanti e, segnatamente, dei gessi di defecazione. Non sussistono elementi per dedurre un effetto incongruo dalla modifica del coefficiente introdotta. Il valore del coefficiente non può che essere convenzionale, costituendo esso un parametro di riferimento – dal contenuto lato sensu precettivo – per l’utilizzazione dei diversi tipi di concime, la cui resa effettiva è determinata da molteplici fattori di contesto specifico. Trova coerente spiegazione, quindi, la scelta regionale di affidarsi all’aumento del coefficiente per spingere in direzione di una maggiore attenzione degli operatori all’uso ottimale dei vari tipi di concime e alle conseguenze ulteriori in termini di minore dispersione di sostanze a base di azoto.
