Denominata “Strategia dell’UE per prodotti tessili sostenibili e circolari” è la prima comunicazione – e dunque un atto privo del crisma della vincolatività – dedicata interamente al settore tessile. Già delle prime indicazioni erano state date nella Comunicazione(2020)98, il piano d’azione generale dell’Unione per l’economia circolare. Il settore si presenta come particolarmente strategico per l’economia circolare vista la larga diffusione, e l’esponenziale aumento della loro produzione e del loro consumo, dei prodotti tessili che non si esauriscono con l’abbigliamento (nonostante esso rappresenti la quota nettamente maggiore del consumo di prodotti tessili in Ue, pari all’81%, rappresentando infatti la prima causa di modelli insostenibili di sovrapproduzione e di consumo eccessivo). Esemplificativo dell’importanza del tema e della necessità di adottare misure specifiche di promozione di modelli sostenibili e circolari è quanto scritto nell’introduzione: «[n]ell’Unione europea il consumo di prodotti tessili, per la maggior parte importati, rappresenta attualmente in media il quarto maggiore impatto negativo sull’ambiente e sui cambiamenti climatici e il terzo per quanto riguarda l’uso dell’acqua e del suolo dalla prospettiva globale del ciclo di vita».
