TAR Campania, Salerno, Sec. II, February 25, 2026, n. 71

I principi dell’economia circolare possono trovare applicazione anche nel recupero del patrimonio edilizio esistente.

La seguente sentenza affronta il delicato equilibrio tra la sanzione per abusi edilizi e la conservazione dell’integrità strutturale degli edifici esistenti. Nel caso specifico, la scelta della fiscalizzazione rispetto alla demolizione impedisce la distruzione di risorse già impiegate. In particolare, scongiurare una demolizione tecnicamente pericolosa, permette di prevenire la generazione di una grande quantità di macerie che dovrebbero essere smaltite o recuperate. La sanzione pecuniaria “trasforma/sana” un errore edilizio in una risorsa economica, riducendo l’impatto ambientale del ciclo dei rifiuti. In un settore, come quello edilizio, ad alto impatto ambientale, la decisione del TAR di annullare il diniego alla fiscalizzazione previene la demolizione coatta che, nel caso di specie, avrebbe comportato la distruzione di risorse già impiegate e la generazione di rifiuti da costruzione e demolizione. Consentendo la sanzione pecuniaria (art. 34 D.P.R. 380/2001), il Tribunale permette di estendere il ciclo di vita dello stock di materia già esistente. L’economia circolare in edilizia non riguarda solo il riciclo, ma anche l’allungamento della vita utile degli edifici attraverso la sicurezza. Questo approccio evita che un intervento di ripristino della legalità si trasformi in un paradosso di insostenibilità, rendendo l’intero edificio insicuro o inutilizzabile.

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