Sulla legittimità del rigetto di istanze di ampliamento di cave e sul bilanciamento tra interessi estrattivi e contenimento del consumo di suolo.
Sebbene il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale preveda tra gli indirizzi da seguire nella redazione dei piani cave la “preferenza per gli ampliamenti delle cave esistenti”, tale affermazione non può certo dirsi obbligata, ma va letta in una con gli altri indirizzi ivi enunciati, espressivi di lata discrezionalità pianificatoria tesa a bilanciare i vari interessi pubblici in gioco. In ogni caso, tutti questi indirizzi devono confrontarsi con il “super indirizzo” del “contenimento del consumo di suolo”.
Nel caso di specie, il provvedimento di rigetto di un’istanza di rispristino e ampliamento del dismesso Ambito Territoriale Estrattivo (ATE g17) è stato ritenuto legittimo anche perché l’ipotetico provvedimento di accoglimento avrebbe comportato la sottrazione di circa 10 ettari di suolo ad uso agricolo, a fronte di attività estrattiva attualmente condotta su aree che complessivamente impiegano una superficie di circa 3 ettari, con un maggiore sacrificio di suolo rispetto al beneficio per l’operatore economico.
