Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), 9 aprile 2024, Grande Camera, n. 7189/21, Carême c. Francia

Nel caso Carême c. Francia, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha esaminato un ricorso relativo alla presunta insufficienza dell’azione della Francia nel contrasto al cambiamento climatico. Il ricorrente, sindaco di Grande-Synthe, sosteneva che lo Stato non avesse adottato misure adeguate di mitigazione e adattamento, determinando una violazione dei diritti garantiti dalla CEDU.

La Corte ha dichiarato il ricorso irricevibile per incompatibilità ratione personae ai sensi dell’articolo 35, paragrafo 3, CEDU. Essa ha ritenuto che il ricorrente non potesse qualificarsi come “vittima” ai sensi della Convenzione, confermando i requisiti per il riconoscimento dello status di vittima nei ricorsi in materia climatica, già chiariti nella sentenza KlimaSeniorinnen Schweiz et. al. c. Svizzera. Sebbene la Corte non affronti esplicitamente il tema dell’economia circolare, la decisione può risultare rilevante per il dibattito sui modelli di economia circolare, nonché per lo sviluppo e l’attuazione dei relativi principi giuridici, nella misura in cui chiarisce i requisiti per il riconoscimento dello status di vittima e per l’accesso alla giustizia nei ricorsi fondati sui diritti umani in materia climatica ai sensi della Convenzione.

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