Sebbene intitolata “Trasformare il nostro mondo” è più conosciuta in tutto il mondo come “Agenda 2030”. Nella risoluzione – atto giuridico privo del crisma della vincolatività – l’Assemblea indica i celebri 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals) che non si limitano a prendere in considerazioni solo questioni ambientali, ma che abbracciano anche aspetti sociali ed economici (si prendano gli esempi della lotta alla povertà, punto 1, della parità di genere, punto 5).
È il dodicesimo obiettivo quello sul quale occorre posare la nostra attenzione: “garantire modelli sostenibili di produzione e consumo”. Sebbene non esplicitamente menzionata i sotto-obiettivi citati sono tutti intimamente legati al modello dell’economia circolare. A mero titolo esemplificativo si leggano i- sotto-obiettivo: 12.2 (Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l’uso efficiente delle risorse naturali), 12.5 (“Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo”) e 12.7 (“Promuovere pratiche in materia di appalti pubblici che siano sostenibili […]).
Anche altri obiettivi, seppur più mediatamente, sono comunque legati a modelli di economia circolare. Si prendano come esempio gli obiettivi 14 e 15 – intitolati rispettivamente: “conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari, e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile” e “proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre” – laddove indicano le strade perseguibili per scongiurare un utilizzo scriteriato delle risorse naturali e per mantenere l’equilibrio negli ecosistemi e degli ecosistemi.
