TAR Emilia-Romagna, Bologna, Sez. I, 16 aprile 2026, n. 674

Sugli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica come tasselli delle politiche di economia circolare e di valorizzazione della natura.

La sentenza in commento presenta connessione con i dettami dell’economia circolare non nel merito, bensì nel contesto pianificatorio che fa da sfondo al caso concreto. Nell’ambito di un nuovo impianto di distribuzione di carburanti, questo Collegio legittima la previsione del Piano Urbanistico Generale (PUG), che privilegia il riuso e la rigenerazione delle aree edificate e dei suoli antropizzati. Tale scelta pianificatoria è coerente con il paradigma dell’economia circolare applicata al suolo, confermando che consumare nuove superfici agricole o naturali dev’essere considerata un’ultima opzione; preferendo operazioni di recupero di ciò che è già urbanizzato o degradato. In aggiunta, altro strumento di pianificazione territoriale – il PTM (Piano Territoriale Metropolitano) –  vieta interventi non agricoli che interrompano i «varchi» di connettività ecologica tra aree agricole e naturali, assicurando il mantenimento del capitale naturale e delle funzioni ecosistemiche del suolo come risorsa non rinnovabile da preservare.

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