L’ordine di svuotare le vasche di un impianto di compostaggio può fondarsi sul principio di precauzione quando il rischio ambientale, pur non accertato con certezza, è documentato da elementi tecnici e la misura è proporzionata.
La società Ecocalvina produceva compost mediante il recupero di rifiuti agroalimentari. Dopo alcune ispezioni, la Provincia di Brescia aveva ordinato lo svuotamento delle vasche contenenti rifiuti liquidi e fangosi, per verificarne l’integrità e consentire gli interventi di manutenzione. Il TAR aveva giudicato l’ordine illegittimo, ritenendo insufficienti le evidenze di un pericolo di inquinamento.
Il Consiglio di Stato accoglie l’appello della Provincia. Il principio di precauzione consente di intervenire prima che il danno sia scientificamente certo, ma richiede un rischio plausibile, sostenuto dai dati disponibili, e una misura proporzionata. Nel caso concreto, le relazioni ARPA documentavano criticità nel trattamento dei reflui, trasudamenti dalle vasche e possibili vie di dispersione nell’ambiente. Lo svuotamento risultava quindi giustificato anche per verificare e ripristinare la tenuta dell’impianto. La sentenza del TAR è riformata e il ricorso della società è respinto.
