(2026) La raccolta e il riciclo del biowaste nell’UE. Risultati, criticità e prospettive: verso un sistema EPR della frazione organica?

A quasi tre anni dall’operatività dell’obbligo di differenziazione e riciclaggio alla fonte ovvero di raccolta differenziata dei rifiuti organici (art. 22, direttiva 2008/98/CE), il Centro di Ricerca ha condotto una ricerca per verificare se tale obbligo sia stato recepito all’interno degli Stati membri e quali siano le performance in termini di raccolta e riciclaggio del biowaste nell’UE.

La ricerca muove dalla centralità della frazione organica nel paradigma dell’economia circolare. Il biowaste rappresenta infatti una delle componenti quantitativamente più rilevanti dei rifiuti urbani europei e costituisce una risorsa strategica per ridurre il conferimento in discarica, migliorare la qualità dei suoli e produrre compost e altri materiali derivanti dal riciclaggio organico.

Il rapporto evidenzia come, nonostante il processo di recepimento della direttiva (UE) 2018/851 si sia formalmente concluso in tutti gli Stati membri, i tassi di raccolta differenziata del biowaste e del food waste a livello europeo stentino a decollare.

A condizionare le scarse performance a livello di UE sta l’assenza di target europei vincolanti specifici per la raccolta differenziata e per il riciclaggio della frazione organica, a differenza di quanto previsto per altre filiere. Da qui la proposta di riflettere su un rafforzamento della disciplina europea, anche attraverso obiettivi vincolanti di raccolta, riciclaggio e utilizzo del compost, nonché sulla possibile introduzione di un sistema di responsabilità estesa del produttore applicato al “prodotto cibo”, volto a sostenere la prevenzione dello spreco alimentare, la qualità della raccolta e il miglioramento del reporting ambientale.

Si pongono in controtendenza le performance dell’Italia che detiene una leadership sia in termini di tasso di raccolta differenziata dei rifiuti organici (70% circa) sia in termini di raccolta differenziata pro capite (90kg/abitante circa), nonché in termini di quantitativi di rifiuti organici complessivamente trattati. Il modello italiano costituisce un modello virtuoso che è stato reso possibile grazie a un’infrastruttura strutturata di raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti organici e all’innovazione rappresentata dall’impiego dei manufatti compostabili (es. bioplastiche compostabili) che hanno migliorato in termini quantitativi e qualitativi la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti organici.

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