La legittimità di offerte che integrino criteri di gestione circolare dei materiali di cantieri (inerti e rocce da scavo) all’interno di un appalto pubblico.
La sentenza in commento offre spunti molto significativi sulla natura dell’offerta presentata dall’aggiudicatario di un appalto pubblico. Nel dettaglio – gestione delle terre e rocce da scavo – l’offerta prevedeva una gestione differenziata del materiale di scavo prodotto durante i lavori: caratterizzazione preliminare delle terre e rocce, e poi — se i risultati analitici avessero consentito la qualifica di sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis d.lgs. 152/2006 e del d.P.R. 120/2017 — riutilizzo diretto in cantiere per la formazione di rilevati e riempimenti; in caso contrario, conferimento a impianto di recupero (non a discarica). A seguito delle contestazioni del ricorrente, il TAR afferma che : l’offerta non è condizionata perché le due ipotesi non esprimono incertezza sull’impegno assunto, bensì una risposta tecnica articolata a evenienze esecutive fisiologiche, legittimando indirettamente la validità giuridica di offerte che integrino criteri di gestione circolare dei materiali di cantiere, ancorché il loro pieno dispiegarsi dipenda dall’esito di analisi da condurre in fase esecutiva.
