L’astratta circolarità di un flusso di rifiuti eterogeneo non oblitera le prescrizioni che impone il procedimento AIA in materia di salute e tutela ambientale.
Questa pronuncia, pur concentrandosi sulla fase dei controlli IPPC nel procedimento di AIA di uno stabilimento, è di interesse per l’economia circolare perché analizza la tensione tra la dimensione circolare di un impianto e i dovuti accertamenti in termini di sicurezza e salute. Questo Collegio riconosce che l’impianto de quo tratta scarti eterogenei, in particolare sia materiale riciclato (legnami di recupero da lavorazioni industriali, rifiuti da raccolta differenziata municipale e da recuperatori) sia legno vergine. Il primo, essendo materiale eterogeneo può contenere residui di vernici, colle, plastiche e sostanze chimiche, con conseguente pericolosità per la salute umana. Il TAR valorizza esplicitamente quest’ultima considerazione, statuendo che l’astratta circolarità del flusso di rifiuti non oblitera i rischi sanitari e ambientali connessi alla sua natura eterogenea, che impone prescrizioni AIA stringenti sulle emissioni diffuse.
