TAR Sicilia, Palermo, July 21, 2020, n. 1499

Illegittima l’ordinanza sindacale che anticipa il divieto di plastica monouso previsto dalla direttiva SUP, in assenza di una reale emergenza e dei presupposti per l’esercizio dei poteri contingibili e urgenti.

Il TAR Sicilia ha annullato l’ordinanza con cui il Sindaco di Trapani aveva introdotto, con effetto immediato e senza limiti temporali, il divieto di commercializzazione e utilizzo di stoviglie e posate in plastica monouso sull’intero territorio comunale, accogliendo le censure sollevate dalla Federazione Gomma Plastica e da alcune imprese del settore e rilevando l’insussistenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri contingibili e urgenti ai sensi dell’articolo 50 del TUEL. In particolare, il Tribunale ha chiarito che le ordinanze sindacali extra ordinem possono essere adottate solo in presenza di una situazione emergenziale effettiva, adeguatamente documentata e non fronteggiabile con gli strumenti ordinari; nel caso di specie, invece, l’amministrazione non ha dimostrato alcuna criticità straordinaria nel sistema di gestione dei rifiuti tale da giustificare una misura così incisiva.

La sentenza evidenzia, inoltre, il contrasto con il quadro normativo europeo: la direttiva (UE) 2019/904, pur prevedendo il divieto di determinati prodotti in plastica monouso, fissava un termine di recepimento demandato agli Stati membri e non consentiva a un ente locale di anticiparne unilateralmente gli effetti, in violazione del principio di legalità e della competenza statale. Ne deriva che la pronuncia, pur non trattandone direttamente, assume rilievo anche sotto il profilo dell’economia circolare, poiché ribadisce l’esigenza di una transizione ecologica governata attraverso strumenti normativi coordinati e programmati, idonei a garantire certezza agli operatori economici ed evitare frammentazioni regolatorie a livello locale. In questa prospettiva, la riduzione dei rifiuti e la progressiva eliminazione dei materiali non sostenibili devono inserirsi in un percorso coerente con la gerarchia delle fonti e con la pianificazione di settore, piuttosto che essere affidate a interventi emergenziali privi di adeguato fondamento.

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