Tribunale internazionale per il diritto del mare (ITLOS), 21 maggio 2024, parere consultivo, n. 31, Cambiamento climatico e diritti internazionale

Nel suo parere consultivo sul cambiamento climatico, il Tribunale internazionale per il diritto del mare delinea gli obblighi degli Stati in materia ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), inclusi quelli previsti dalla Parte XII, a seguito di una richiesta della COSIS (la Commissione degli Stati insulari di piccole dimensioni sui cambiamenti climatici e il diritto internazionale).

Il Tribunale stabilisce che le emissioni di gas a effetto serra di origine antropica rilasciate nell’atmosfera costituiscono “inquinamento marino” ai sensi dell’UNCLOS. Ne consegue che gli Stati aderenti a tale Convenzione sono soggetti agli obblighi di prevenire, ridurre e controllare tale forma di inquinamento. Tali obblighi, previsti principalmente nella Parte XII UNCLOS, impongono agli Stati di adottare tutte le misure necessarie a tal fine sulla base di uno standard di due diligence rigoroso, informato dalle migliori conoscenze scientifiche disponibili, dal principio di precauzione e dal diritto internazionale applicabile al cambiamento climatico, ivi inclusi la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e l’Accordo di Parigi. Ciò include la regolamentazione della condotta degli attori non statali sottoposti alla giurisdizione o al controllo degli Stati e misure volte a garantire l’effettiva attuazione di tali norme. Inoltre, il Tribunale individua un obbligo generale di due diligence, ai sensi dell’UNCLOS, volto a proteggere e preservare l’ambiente marino dagli impatti connessi al cambiamento climatico quali il riscaldamento degli oceani, l’innalzamento del livello del mare e l’acidificazione degli oceani, e che può comprendere anche misure dirette al ripristino di habitat ed ecosistemi marini degradati.

Sebbene il Tribunale non affronti esplicitamente il tema dell’economia circolare, la sua elaborazione degli obblighi climatici degli Stati nell’ambito dell’UNCLOS può incidere indirettamente sul dibattito relativo alla trasformazione circolare dei modelli economici, nonché sullo sviluppo e sull’attuazione dei relativi concetti giuridici a livello internazionale, regionale e interno. In particolare, l’interpretazione della nozione di “inquinamento marino” offerta nel parere consultivo può risultare rilevante de jure condendo ai fini dell’inquadramento giuridico degli impatti antropici sull’ambiente marino, che comprendono — ma non si limitano — alle emissioni di gas ad effetto serra.

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