Sulla legittimità del divieto UE di immissione in commercio di plastica oxo-degradabile per la mancanza di prova dei vantaggi ambientali e i rischi di frammentazione in microplastiche.
La sentenza ha ad oggetto una richiesta di risarcimento del danno asseritamente subito a causa dell’adozione dell’articolo 5 e del considerando 15 della direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, nella parte in cui si prevede il divieto di immissione sul mercato di prodotti a base di plastica oxo-degradabile, cioè contenente un additivo pro-ossidante.
Il Tribunale ha respinto il ricorso statuendo che le istituzioni europee non hanno commesso un errore manifesto di valutazione nel ritenere che la plastica contenente un additivo pro-ossidante presenti rischi per l’ambiente e la salute umana, in quanto non si biodegrada correttamente, non è compostabile, ha un’incidenza negativa sul riciclaggio della plastica convenzionale e non presenta alcun vantaggio ambientale dimostrato.
