Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), 19 ottobre 2023, prima sezione, n. 35648/10, Locascia et. al. c. Italia

Nel caso Locascia et al. c. Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha affrontato la persistente crisi nella gestione dei rifiuti nella regione Campania. Il ricorso è stato presentato da diversi soggetti residenti nei comuni di Caserta e San Nicola, i quali lamentavano che l’inadeguata gestione dei rifiuti da parte delle autorità regionali, nonché l’omessa adozione di misure di protezione contro l’inquinamento proveniente da una discarica, avessero determinato la violazione dei loro diritti ai sensi degli articoli 2 e 8 CEDU.

La Corte ha riconosciuto che l’esposizione prolungata ai rifiuti, in violazione degli standard di sicurezza applicabili, ha accresciuto la vulnerabilità dei ricorrenti a diverse patologie, nonostante le difficoltà intrinseche nell’accertare un nesso causale diretto tra l’inquinamento e specifici danni alla salute. Essa ha, inoltre, affermato che l’inquinamento e le molestie derivanti dalla raccolta e dal trattamento dei rifiuti possano incidere negativamente sulla qualità della vita degli individui, facendo così sorgere obblighi positivi ai sensi dell’articolo 8 CEDU. Pur riconoscendo il margine di apprezzamento di cui godono gli Stati nell’organizzazione dei sistemi di gestione dei rifiuti, la Corte ha accertato una violazione dell’articolo 8 con riferimento al periodo compreso tra il 1994 e il 2009, alla luce delle gravi carenze riscontrate e delle conseguenti situazioni di vulnerabilità. Per contro, con riguardo al periodo successivo al 2010, gli elementi di prova sono stati ritenuti insufficienti per dimostrare la persistenza della violazione. La Corte ha, inoltre, individuato una violazione degli obblighi sia sostanziali sia procedurali derivanti dall’articolo 8, inclusa la mancata fornitura di informazioni adeguate al pubblico, in particolare in relazione alla discarica “Lo Uttaro”.

Sebbene la Corte non affronti esplicitamente il tema dell’economia circolare, la sentenza può risultare rilevante per il dibattito sui modelli di economia circolare, nonché per lo sviluppo e l’attuazione dei relativi principi giuridici, nella misura in cui evidenzia le implicazioni in termini di diritti umani di gravi carenze nella gestione dei rifiuti e la loro idoneità a generare obblighi giuridicamente azionabili ai sensi della Convenzione.

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